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Abito in Italia da 14 anni e l’anno scorso ho avuto il piacere di conoscere una persona fantastica che si chiama Costanza Miriano, attraverso il suo libro e il suo blog, e di diventare sua amica. Il libro di Costanza fu una meravigliosa sorpresa nel panorama editoriale italiano. Insomma, che un libro intitolato “Sposati e sii sottomessa – Pratica estrema per donne senza paura” abbia venduto 20 mila copie in un anno, ha dell’incredibile!

Faccio mie alcune questioni poste dalla filosofa Laura Boccenti durante la prima presentazione del libro a Milano, il 7 ottobre 2011. Cos’ha questo libro di speciale? Cosa’ha fatto di questo un successo così grande nonostante proponga alcune delle tesi più politicamente scorrette in circolazione? Parlare di temi come la sottomissione dalla sposa al marito, di generare figli come fine obiettivo del matrimonio, parlare di autorità ed ottenere quest’enorme quantità di consensi è un successo impensabile.

Come disse la professoressa Laura Boccenti, il libro “Sposati e sii sottomessa” è una interiorità che si apre al lettore senza narcisismo, con semplicità e, soprattutto, con verità. Costanza parla molte verità a partire dalla realtà vissuta, del quotidiano. Dall’episodio narrato emerge la verità. La verità posta a nudo dissipa qualunque ideologia. La verità nata dalla realtà quotidiana di ogni lettore – che si riconosce negli episodi – è efficace, possiede un senso che può essere percepito da tutti, tutti quelli che condividono quella sperienza.

E’ un libro che inizi a leggere divertendoti e finisci pensando.

Il libro è scritto in forma di lettere che Costanza scrive alle amiche, alle due figlie e persino a due amici. Il tema centrale non è semplicemente il matrimonio, ma è una riscoperta del ruolo della donna all’interno del matrimonio. Costanza ci invita a riscoprire la capacità di custodire, di ricevere, di accogliere. Ci ricorda che questa è la vocazione più profonda della donna, è parte della costituzione dell’essere umano di sesso femminile, che si realizzerà completamente soltanto se passerà dalla sottomissione, nel senso Paolino del termine: porsi volontariamente sotto, come fondamenta che sorregge e sostiene la vita delle altre persone, nella giustizia e nell’amore. Mettersi sotto per sostenere, questa è la sottomissione Paolina e anche quella “Costanzina”.

Quando parliamo – sottovoce per evitare il linciaggio – di sottomissione dobbiamo uscire dal linguaggio del mondo, che legge tutto nell’ottica del dominio, del potere. Il nostro Re sta in croce, però così ha vinto contro l’unico nemico invincibile, la morte. Anche noi quindi dobbiamo uscire dalla logica del potere, capovolgerla completamente. Innanzitutto perché la sottomissione non viene dal deprezzamento, non la si sceglie perché si pensa di non valere. E poi perché è il frutto della scelta della donna è il fatto che l’uomo sarà pronto a morire per lei.
Quando san Paolo dice alle donne di accettare di stare sotto, non pensa affatto che siano inferiori. Anzi, è al cristianesimo che dobbiamo la prima vera grande rivalutazione delle donne… La sottomissione di cui parla Paolo è un regalo, libero come ogni regalo, che sennò sarebbe una tassa. È un regalo di sé spontaneo, fatto per amore.

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